|
edilportale
AA
NEWS - RECUPERO E RESTAURO

L’Ance a Urbanpromo per rinnovare l’edilizia scolastica

L’associazione dei costruttori presenta una proposta per riqualificare gli edifici scolastici italiani

03/11/2010 - L’Associazione Nazionale Costruttori Edili ha proposto ad Urbanpromo - l’evento di marketing urbano e territoriale, organizzato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit - una soluzione per il patrimonio scolastico in Italia.
 
Nel convegno “Progetto scuole: una proposta dell’ANCE per il rinnovo del patrimonio scolastico”, Maria Grazia Esposito di Impredil Spa ha offerto una rassegna delle situazioni in cui versano gli edifici scolastici italiani e delineato l’innovativa proposta di Ance per attrarre investitori privati.
 
Parlando di scuole italiane, ci si riferisce a più di 44.000 edifici per un totale di 64 milioni di m2, di cui l'88% è proprietà comunale. Più della metà di tali edifici è antecedente al 1974 e si rileva una mancanza di certificazione di collaudo statico nel 53% dei casi, l'esposizione a rischio sismico per 21.000 scuole e idrogeologico per 34.000. È da segnalare inoltre la presenza di amianto nel 5% degli edifici. In effetti la legge n. 298 confermava tale emergenza già nel 2002, identificando il fabbisogno di rinnovare più di 22.000 edifici scolastici; ad oggi sono stati ultimati interventi in sole 176 strutture.
 
L'Ance propone allora di utilizzare le risorse già stanziate - ma non ancora utilizzate - come volano per attivare un partenariato pubblico-privato che possa innescare ulteriori investimenti, ma anche nuove modalità d'intervento al fine di riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico scolastico, e allo stesso tempo il contesto urbanistico, sociale ed economico. La proposta prevede che gli amministratori si rivolgano ad Ance per capire i differenti interventi che possono essere realizzati e con che grado di innovatività. Il pacchetto di interventi prevede la “sostituzione efficiente” degli edifici, l'innovazione del modello gestionale separando la didattica dalla gestione della manutenzione, che attualmente sono entrambe responsabilità dei dirigenti scolastici. D'altra parte, la società e la didattica attuale necessitano di spazi diversi da quelli di trent'anni fa: laboratori tecnologici, palestre attrezzate, mense.
 
Altra questione riguarda l’energia: le bollette d'energia degli edifici scolastici superano 1,8 miliardi di euro annuali; la soluzione sta nell'installazione di nuove tecnologie per l'efficientamento energetico, meglio se in edifici in buone condizioni.
 
La proposta affronta inoltre una questione più propriamente legata alla riqualificazione del territorio: l'elevato sfasamento localizzativo sia tra offerta e domanda che tra offerta di “scuola” e offerta di spazi e servizi correlati, quali quelli commerciali, terziari, per salute, sport, cultura, intrattenimento e mobilità. Queste potrebbero invece compenetrarsi per integrare nello stesso luogo, e non necessariamente nel centro, bensì nei pressi delle aree di residenza, le attività di cui la famiglia si serve e differenziare l'uso degli immobili durante il corso della giornata, ad esempio favorendo l'uso pubblico dei laboratori di giorno, e privato in orari non scolastici.
 
Vanessa Pallucchi di Legambienteha ribadito che l'edilizia scolastica è una grande opera pubblica con funzione sociale, culturale e civica per cui concorda con la necessità di rinnovamento; ma ha sottolineato la necessità di istituire strumenti di governance aprendo il confronto e la collaborazione fruttuosa tra diversi soggetti del territorio, ma anche tra diverse competenze, in modo da identificare le modalità del cambiamento.
 
Massimo Cariello, assessore all'Edilizia Scolastica della Provincia di Taranto, e Roberto Reggi, sindaco di Piacenza, hanno concordato con l'innovatività del Piano, e lamentato l'impossibilità di fare qualsiasi tipo di investimento a causa della carenza di risorse, che vengono per la maggior parte convogliate verso le spese correnti, e del Patto di Stabilità. Il sindaco ha sottolineato in questo senso l'importanza della necessità di collaborazione tra diversi livelli di governo e con i privati, e posto l'attenzione su alcune criticità: le scuole primarie sono da considerarsi presidi territoriali e la loro localizzazione non deve cambiare; inoltre ha sottolineato la necessità di mantenere la proprietà della strttura pubblica, poiché un'eccessiva privatizzazione potrebbe mettere a rischio il diritto allo studio.


Fonte: Ufficio stampa Urbanpromo